UN’ ALBA DA QUALCHE PARTE

Spettacolo di narrazione con musica dal vivo ispirato ad una storia vera

con Tiziana Scrocca narrazione Alessandra Chieli e Nora Tigges canti
Musiche Oreste Floquet fagotto Alessandro Severa fisarmonica
Video Matteo Delbò
Drammaturgia e regia Federica Migliotti

Un viavai di barche con un pugno di terra sul fondo. Fiammelle di candela che fanno risaltare gli angoli bui e una storia familiare, chi non ha emigranti in famiglia? Basta scavare un poco. Canti tramandati a voce e suoni d’acqua smossa evocano le parole non dette, le storie non raccontate. Quelle del dolore, della fatica e dello scacco di chi partì senza trovare l’America.

Lo spettacolo racconta la storia del viaggio in America dei bisnonni Ernesto e Assunta. Una donna, la nipote, narra i volti e la quotidianità di una famiglia che è partita per poi tornare, lasciandosi alle spalle prima l’Italia e poi l’America. Parlare una lingua passata, eppure vicina, spesso dimenticata, capovolgendo così i nostri ruoli, oggi che siamo dalla parte di chi vive nella terra d’approdo.
Una riflessione sul ruolo e sulla trasformazione della memoria nel processo di costruzione delle identità personali e familiari che vede sullo sfondo il complesso tema dell’emigrazione/immigrazione del popolo italiano.
“Un’alba da qualche parte”è vincitore del concorso “Donna Mostra Donna” edizione 2009 Roma, e vincitore del “Premio Ermo Colle 2010 – Premio della Critica” Festival Ermo Colle, Tizzano Val Parma.

“E il calore, la sostanza del racconto si arricchiscono anche del contributo visivo dei filmati proiettati sullo sfondo, portando così alla costruzioni di tre piani di significato in un gioco di vasi comunicanti che non fanno altro che amplificarsi a vicenda e potenziare ulteriormente il messaggio” Urloweb – Stefano Cangiano

“La luce fioca di candele illumina il lungo calvario di barche di carta, fragili come le illusioni, in cerca di un’alba. La storia di Assunta ed Ernesto, che tentarono la fortuna nei primi anni del secolo scorso, rivive attraverso gli occhi e le parole della loro pronipote, una intensa e partecipe Tiziana Scrocca. Ha in mano una pianta di basilico ancora da travasare, a simboleggiare le radici che ci portiamo appresso. Un’alba da qualche parte è poeticamente intessuto di aneddoti e canti popolari italiani riproposti dalle evocative voci di Alessandra Chieli e Nora Tigges che scavano a fondo nella nostra memoria collettiva e suonati dal vivo sul palco da Oreste Floquet al fagotto e Alessandro Severa alla fisarmonica. Le donne sono tutte vestite a festa, hanno tirato fuori i loro abiti a fiori ma i piedi sono nudi perché hanno bisogno di sentire la terra. Partendo dalla lettura del libro di Gian Antonio Stella, “L’orda (quando gli albanesi eravamo noi)”, il racconto di Federica Migliotti riesce a far interagire i quattro elementi: la terra delle radici, l’acqua che fa da ponte, il fuoco che ravviva il ricordo e l’aria che ne sparge gli odori. Alla fine di questo intenso viaggio, le voci si smorzano, le luci si abbassano e il lenzuolo di terra su cui aveva attecchito la speranza viene srotolato per diventare uno schermo su cui proiettare, come un pugno, un frammento video di uno sbarco di clandestini a Lampedusa su una motovedetta della guardia costiera.” Sipario – Cosimo Manicone

“Un racconto tramandato di madre in figlia, cucito di aneddoti e intessuto di affetti, uno scampolo del grande, fragile tessuto delle memorie orali, che qui viene raccolto e srotolato con semplicità e cura, il tutto accompagnato dal suono struggente di canti popolari italiani, suonati e cantati dal vivo sul palco.” Kontrotempo – Futura Pagano

dagli 11 anni

 

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